Quando accettai un passaggio da uno sconosciuto (Derry-Portrush 13°giorno)

La prima regola da tenere in mente quando si viaggia da soli è “Non accettare passaggi dagli sconosciuti”; pertanto, la lettura che segue non deve essere presa ad esempio. Luca lo avevi salutato il giorno prima, appena arrivata nel B&B e lo stavi salutando in quel momento prima di partire per Portrush, per un totale di conoscenza intorno ai 2 minuti e se contiamo anche l’informazione che ti ha chiesto nella notte su come si chiudesse la porta d’ingresso, arriviamo a 3. Gli hai risposto senza uscire dalla stanza, sdraiata nel letto e in preda al mal di stomaco per quanto provato in quella città. Luca era a tutti gli effetti uno sconosciuto, ma quando in procinto di partire per la stazione lui ti ha offerto un passaggio fino a Corelaine (una deviazione di 50 milia alla sua rotta), tu ci ha pensato appena cinque secondi prima di accettare.

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Bloody Sunday: un pugno nello stomaco (Derry 12°giorno)

Hai mal di stomaco e non riesci a prendere sonno.
Hai lasciato Arranmore, l’Isola su cui hai passato gli ultimi tre giorni e sei arrivata in Irlanda del Nord. Jim è vivo, per fortuna, e pare sia tornato a casa verso le 22.30. Jessica gli ha fatto circumnavigare mille volte l’isola pur di sabotare la mia immersione. Che colpo basso! Era mortificato, seppur inconsapevole del piano ordito dalla Signora in Giallo. Durante il tragitto che collega il B&B al traghetto, Norin ha risposto ad alcune tue curiosità su quell’isola in cui non c’è polizia, sindaco o altre figure sociali aventi lo scopo di far rispettare le regole. Il tuo pullman ha percorso la Wild Atlantic Way fino a Letterkenny. Hai visto la gente fare surf, hai visto le onde “vere” e hai visto in lontananza l’eroica Tory Island. Lasciare quella costa, quella da cui sei tornata per la terza volta, è stato un po’ destabilizzante.

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Sovrumani silenzi e profondissima quiete (Donegal 11°giorno)

Sei sdraiata sul letto da un’ora e attendi immobile che arrivi “la tua ora”.
Sono ancora le 11 e ti rimangono tre ore prima che Jim – il tuo boia – mandi un sms con le coordinate e l’orario preciso dell’immersione. Questa mattina se ne è andato via prima della colazione. Ti ha detto che una troupe cinematografica vuole fare delle riprese in mare. Molto bene, hai pensato, vorrà dire che è uno che sa il fatto suo!
Sei sdraiata sul letto da un’ora e decidi di non lasciare al caso la tua eventuale sepoltura. Scrivi alla tua amica Barbara e dai disposizione circa le tue ultime volontà. Scrivi a tua madre, che nel frattempo aveva letto il post del giorno prima pensando che fosse del giorno stesso e di lì iniziano tre lunghe ore di equivoci e risate che ruotano tutte attorno a una domanda: dove cavolo è finito Jim?

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Io nel pensier mi fingo (Donegal 10°giorno)

Hai passato in rassegna a Jim un lunghissimo elenco di possibili “pesci cattivi” che potresti incontrare in quel mare freddo, dalle temperature da 16 a 15 ℃. Pare che questo mare sia abitato solo da “pesci buoni”. Pare che il segreto sia quello di non toccare nulla, come nelle case delle amiche di mamma quando eri piccola. Potevi gironzolare ma l’importante era non toccare nulla. Ok, lo so fare. Ma Jim non sa che io so. A quel punto gli sbatto in faccia la questione: che mi dici allora dello squalo elefante, Jim?
Lui sorride e inizia un discorso che non mi convince per nulla.

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Via via via da queste sponde (Donegal 9°giorno)

La costa si allontana da te e una pioggerella fina aggiunge a quel distacco un effetto dissolvenza simile alla conclusione di un sogno. Sei arrivata al traghetto senza corse, accompagnata dalla cara Marie, la quale non ha voluto che prendessi un taxi; infatti, così come John, ha preferito spendersi personalmente in un gesto non dovuto per cui, anche a lei, sarai sempre grata.

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Quando un cane nero mi guidò fino all’isola del tesoro (Donegal 8°giorno)

Ti svegli di soprassalto. Hai spento la sveglia durante il sonno e la prossima chance di fare una colazione abbondante si trova a diversi km a piedi da dove ti trovi. Sono le 8.55 e ti rimangono solo 5 minuti di tempo, almeno il caffè riesci a berlo, pensi. Ti infili addosso le prime cose che trovi nello zaino, passi in rassegna mentalmente tutto il cibo che ti sei lasciata sfuggire e ti presenti nella luminosa sala da pranzo con gli occhi semichiusi, i capelli arruffati e il fiatone per la corsa. Ti presenti rompendo un silenzio da palestra yoga, con il tuo good morning d’ordinanza e con una piccola storia su come hai spento la sveglia durante il sonno. La coppia di ospiti a cui stavi raccontando il drammatico accaduto ti lascia finire, sorride, e poi ti dice che hai ancora ben 35 minuti a disposizione. Maledetta disattenzione. Riavvolgi il nastro, torni in camera, vai a fare la pipì e ti ripresenti in sala da pranzo con un sonoro good morning. Risata del pubblico.

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Vado a vivere con Lassie (Donegal 7° giorno)

Lasciare la tua stanza con vista sull’oceano non è stato semplice, anche perché hai rischiato di perdere il pullman per Galway, dato che non avevi prenotato il taxi in anticipo e i due taxisti di fiducia di John – il proprietario del B&B – non erano purtroppo disponibili. Essendo in totale 2 i taxisti della zona, quello poteva diventare un bel problema.

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Un tuffo dove l’acqua è più blu (Connemara 6°giorno)

Devi rimangiarti tutte le cose dette sulla tua assuefazione da caffeina: tutte baggianate!
Per colpa di quella tazza di caffè nero bollente bevuta con il tuo adorato mini pony non hai chiuso occhio fino alle 3. Di nuovo.

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In volo col mio Mini Pony (Connemara 5°giorno)

Ti trovi su una spiaggia nei pressi del B&B insieme ad un amico, il quale ti ha appena confidato di essere gravemente malato. Pensi di assistere a una scia di stelle cadenti,  quando invece iniziano a sfrecciare in aria lungo la linea della riva una dozzina di capsule bianche, della dimensione di una monovolume. Sono delle capsule senza porte, solo con un oblò ovale al centro, attraverso cui però non è possibile scorgere alcun passeggero. Una di queste capsule si ferma, sospesa in aria, e in un batter d’occhio ti trovi seduta al suo interno. Con te e il tuo sventurato compagno di viaggio, c’è anche AJ, un tuo amico di Bologna che pare abbia commesso il reato di scoprire, attraverso un calcolo complesso, che la velocità di Sirio vista dalla Terra, sia doppia rispetto quella della luce attorno al Sole. Per averlo rivelato alla popolazione, scrivendolo su una testata nazionale, era stato condannato a morte. Non riuscivi nemmeno a capire il senso di quel calcolo, ma in cuor tuo sapevi che pure a te era riservato lo stesso destino. Sebbene al momento ne ignorassi le ragioni.

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Quando gli Orsetti del Cuore mi salvarono dal Lupo cattivo (Connemara 4°giorno)

Quella di oggi doveva essere una giornata tranquilla e invece l’avventura ti perseguita anche quando non ne hai voglia, così potresti sintetizzare questo giorno con una fotografia di un arcobaleno scintillante e una didascalia del tipo “Qui è quando gli Orsetti del Cuore sbarcarono per portarmi in salvo dal lupo cattivo”.
Ma, anche questa volta, andiamo con ordine.

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