Sovrumani silenzi e profondissima quiete (Donegal 11°giorno)

Sei sdraiata sul letto da un’ora e attendi immobile che arrivi “la tua ora”.
Sono ancora le 11 e ti rimangono tre ore prima che Jim – il tuo boia – mandi un sms con le coordinate e l’orario preciso dell’immersione. Questa mattina se ne è andato via prima della colazione. Ti ha detto che una troupe cinematografica vuole fare delle riprese in mare. Molto bene, hai pensato, vorrà dire che è uno che sa il fatto suo!
Sei sdraiata sul letto da un’ora e decidi di non lasciare al caso la tua eventuale sepoltura. Scrivi alla tua amica Barbara e dai disposizione circa le tue ultime volontà. Scrivi a tua madre, che nel frattempo aveva letto il post del giorno prima pensando che fosse del giorno stesso e di lì iniziano tre lunghe ore di equivoci e risate che ruotano tutte attorno a una domanda: dove cavolo è finito Jim?

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Le ore dominano i tuoi pensieri e i tuoi discorsi. Sì perché Jim – il mio boia – mi ha fatto preparare, mi ha fatto salire l’ansia da mostri, mi ha fatto fare testamento e poi? Solo sovrumani silenzi per te, insellaunanuvola. Ti ha fatto immergere stando fuori dall’acqua. Sì, ma con il buio come la mettiamo? Da quando – insellaunanuvola – ti serve il buio per evocare i mostri? Hai ragione su tutto, tranne che su un dettaglio: come la mettiamo con quella piccola percentuale di probabilità che mi doveva far sentire a mio agio? Cara la mia insellaunanuvola, dimenticherai mai questa giornata in cui hai mobilitato i tuoi cari sparsi per l’Italia con il tuo gioco del “dire, fare, baciare, lettera, testamento” e in cui un equivoco da commedia anni ’60 ti ha fatto piangere dal ridere? No che non me la dimenticherò. Per cui puoi dire di non aver trovato piacevole questa esperienza? No, è stato uno dei giorni più divertenti qui in Irlanda.
Ecco. A questo punto che hai razionalizzato quanto accaduto, cerca di analizzare la cosa da un altro punto di vista: cosa ti viene in mente quando ti dicono troupe cinematografica?

Santo cielo non ci posso credere! Eppure, se la vedo in questo modo, tutta la serie di ritardi e impossibilità assumono l’aspetto di veri e propri sabotaggi! Ma non potevo immaginare che dietro a tutto questo c’era una persona precisa. Non potevo immaginare che dietro ai taxi non disponibili ci fosse proprio lei. E per fortuna che John si è mostrato un uomo buono, altrimenti… E non potevo immaginare che a sabotare il mio battesimo oceanico ci fosse ancora lei. E chissà quanto avrà speso per mettere in scena quelle riprese cinematografiche e chissà quanto male ci rimarrà Jim quando, prima o poi, capirà che nessuna tv metterà in onda quelle immagini.
È chiaro come si sia legata al dito la vicenda del bar, il fatto che io, ad un certo punto, stanca di aspettare me ne fossi andata via. E così vi presento l’altra faccia della diva: la vendicativa Jessica Fletcher.

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Sono ormai le 19.30 e Jim ancora non si è fatto vivo. Decidi allora tu, anche questa volta, che è ora di fermare l’attesa. Ti sei arsa viva dall’ansia, poi hai scaricato tutto nelle risate, ora non ne avverti proprio più il senso di quell’esperienza. Scrivi un messaggio a Jim e te ne vai a cena. Passi davanti a una serie di case abbandonate e ad altre che erano state abbandonate dalla serenità. No, non hai ricevuto un invito a cena da Hansel e Gretel a casa di una loro amica, per cui puoi stare tranquilla.

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Sei fuori nel silenzio. Fotografi una casa e ne apprezzi la calma desolata e dal nulla, come sempre accade nelle tue storie, spunta fuori un cane. Non hai il tempo per provare sentimenti di paura, che lui butta la sua anziana testa sotto la tua mano. Fai quello che ti chiede. Sarà stato mandato a conforto della sposa mollata sull’altare davanti a tutti gli invitati, pensi dentro di te. E così ringrazi per la cortese attenzione.

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Prosegui verso il porticciolo ma ti fermi a ogni recinto di pecore per via di una missione segreta che stai portando avanti per conto di tua madre. Mangi. Esci dal pub e fai due passi sulla spiaggia.

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E lì, solo per te, una seconda magia.
Gatto Silvestro stava aspettandoti per una carezza. Non avevi mai visto un gatto camminare sulla sabbia e sei senza fiato.

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Ti dirigi verso il B&B. Si sta facendo buio e la luna è sottile e coperta dalle nuvole. Non hai paura e pensi di trovarti sott’acqua. Continui a procedere per quel tragitto che si fa sempre più scuro. Non incontri macchine. Non incontri lampioni se non che a ogni incrocio, ovvero ad ogni km. Il tuo telefono è scarico e tra poco non avrai più modo di accenderlo. Non c’è nulla attorno a te. Le case abbandonate come relitti sul fondale. Il vento si insinua tra le porte e le finestre urlando parole incomprensibili.

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Sei sola e nessuno sa dove sei. Sei sola in una profondissima quiete. Sei sola è vero, ma a casa tu ci sei tornata sana e salva. Sono le 22 e di Jim ancora non c’è traccia. Jessica dovrà inventarsi delle ottime argomentazioni.

A presto.

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