Bloody Sunday: un pugno nello stomaco (Derry 12°giorno)

Hai mal di stomaco e non riesci a prendere sonno.
Hai lasciato Arranmore, l’Isola su cui hai passato gli ultimi tre giorni e sei arrivata in Irlanda del Nord. Jim è vivo, per fortuna, e pare sia tornato a casa verso le 22.30. Jessica gli ha fatto circumnavigare mille volte l’isola pur di sabotare la mia immersione. Che colpo basso! Era mortificato, seppur inconsapevole del piano ordito dalla Signora in Giallo. Durante il tragitto che collega il B&B al traghetto, Norin ha risposto ad alcune tue curiosità su quell’isola in cui non c’è polizia, sindaco o altre figure sociali aventi lo scopo di far rispettare le regole. Il tuo pullman ha percorso la Wild Atlantic Way fino a Letterkenny. Hai visto la gente fare surf, hai visto le onde “vere” e hai visto in lontananza l’eroica Tory Island. Lasciare quella costa, quella da cui sei tornata per la terza volta, è stato un po’ destabilizzante.

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Sovrumani silenzi e profondissima quiete (Donegal 11°giorno)

Sei sdraiata sul letto da un’ora e attendi immobile che arrivi “la tua ora”.
Sono ancora le 11 e ti rimangono tre ore prima che Jim – il tuo boia – mandi un sms con le coordinate e l’orario preciso dell’immersione. Questa mattina se ne è andato via prima della colazione. Ti ha detto che una troupe cinematografica vuole fare delle riprese in mare. Molto bene, hai pensato, vorrà dire che è uno che sa il fatto suo!
Sei sdraiata sul letto da un’ora e decidi di non lasciare al caso la tua eventuale sepoltura. Scrivi alla tua amica Barbara e dai disposizione circa le tue ultime volontà. Scrivi a tua madre, che nel frattempo aveva letto il post del giorno prima pensando che fosse del giorno stesso e di lì iniziano tre lunghe ore di equivoci e risate che ruotano tutte attorno a una domanda: dove cavolo è finito Jim?

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Io nel pensier mi fingo (Donegal 10°giorno)

Hai passato in rassegna a Jim un lunghissimo elenco di possibili “pesci cattivi” che potresti incontrare in quel mare freddo, dalle temperature da 16 a 15 ℃. Pare che questo mare sia abitato solo da “pesci buoni”. Pare che il segreto sia quello di non toccare nulla, come nelle case delle amiche di mamma quando eri piccola. Potevi gironzolare ma l’importante era non toccare nulla. Ok, lo so fare. Ma Jim non sa che io so. A quel punto gli sbatto in faccia la questione: che mi dici allora dello squalo elefante, Jim?
Lui sorride e inizia un discorso che non mi convince per nulla.

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Via via via da queste sponde (Donegal 9°giorno)

La costa si allontana da te e una pioggerella fina aggiunge a quel distacco un effetto dissolvenza simile alla conclusione di un sogno. Sei arrivata al traghetto senza corse, accompagnata dalla cara Marie, la quale non ha voluto che prendessi un taxi; infatti, così come John, ha preferito spendersi personalmente in un gesto non dovuto per cui, anche a lei, sarai sempre grata.

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Vado a vivere con Lassie (Donegal 7° giorno)

Lasciare la tua stanza con vista sull’oceano non è stato semplice, anche perché hai rischiato di perdere il pullman per Galway, dato che non avevi prenotato il taxi in anticipo e i due taxisti di fiducia di John – il proprietario del B&B – non erano purtroppo disponibili. Essendo in totale 2 i taxisti della zona, quello poteva diventare un bel problema.

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In volo col mio Mini Pony (Connemara 5°giorno)

Ti trovi su una spiaggia nei pressi del B&B insieme ad un amico, il quale ti ha appena confidato di essere gravemente malato. Pensi di assistere a una scia di stelle cadenti,  quando invece iniziano a sfrecciare in aria lungo la linea della riva una dozzina di capsule bianche, della dimensione di una monovolume. Sono delle capsule senza porte, solo con un oblò ovale al centro, attraverso cui però non è possibile scorgere alcun passeggero. Una di queste capsule si ferma, sospesa in aria, e in un batter d’occhio ti trovi seduta al suo interno. Con te e il tuo sventurato compagno di viaggio, c’è anche AJ, un tuo amico di Bologna che pare abbia commesso il reato di scoprire, attraverso un calcolo complesso, che la velocità di Sirio vista dalla Terra, sia doppia rispetto quella della luce attorno al Sole. Per averlo rivelato alla popolazione, scrivendolo su una testata nazionale, era stato condannato a morte. Non riuscivi nemmeno a capire il senso di quel calcolo, ma in cuor tuo sapevi che pure a te era riservato lo stesso destino. Sebbene al momento ne ignorassi le ragioni.

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Quando gli Orsetti del Cuore mi salvarono dal Lupo cattivo (Connemara 4°giorno)

Quella di oggi doveva essere una giornata tranquilla e invece l’avventura ti perseguita anche quando non ne hai voglia, così potresti sintetizzare questo giorno con una fotografia di un arcobaleno scintillante e una didascalia del tipo “Qui è quando gli Orsetti del Cuore sbarcarono per portarmi in salvo dal lupo cattivo”.
Ma, anche questa volta, andiamo con ordine.

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Depistare la propria squadra di soccorso (Connemara 3°giorno)

Hai deciso di dare una seconda chance a Jessica Fletcher. Forse le si era bucata una gomma della bicicletta, oppure ha dovuto risolvere un omicidio improvviso.

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Bau bau baby (Galway – Connemara 2°giorno)

La prima volta che sei stata in Irlanda avevi 27 anni.

Anche allora avevi completamente sbagliato l’abbigliamento, ma mentre ieri riempivi lo zaino e per le mani ti passava quella felpa improbabile con le coccinelle comprata in fretta e furia proprio durante quel soggiorno e mai più indossata, non ti è venuta evidentemente in mente la ragione di quell’acquisto.

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Un foglio bianco come il latte (Dublino-Galway 1°giorno)

Rompere il ghiaccio con questo foglio bianco come il latte, oggi, al tuo primo giorno di viaggio da sola dopo due anni.
Un viaggio desiderato come quei figli che per anni non arrivano e quando poi te li trovi rannicchiati tra le braccia, non sai nemmeno come afferrarli, tanto è il timore di romperli.

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