Bloody Sunday: un pugno nello stomaco (Derry 12°giorno)

Hai mal di stomaco e non riesci a prendere sonno.
Hai lasciato Arranmore, l’Isola su cui hai passato gli ultimi tre giorni e sei arrivata in Irlanda del Nord. Jim è vivo, per fortuna, e pare sia tornato a casa verso le 22.30. Jessica gli ha fatto circumnavigare mille volte l’isola pur di sabotare la mia immersione. Che colpo basso! Era mortificato, seppur inconsapevole del piano ordito dalla Signora in Giallo. Durante il tragitto che collega il B&B al traghetto, Norin ha risposto ad alcune tue curiosità su quell’isola in cui non c’è polizia, sindaco o altre figure sociali aventi lo scopo di far rispettare le regole. Il tuo pullman ha percorso la Wild Atlantic Way fino a Letterkenny. Hai visto la gente fare surf, hai visto le onde “vere” e hai visto in lontananza l’eroica Tory Island. Lasciare quella costa, quella da cui sei tornata per la terza volta, è stato un po’ destabilizzante.

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A Letteekenny hai cambiato pullman, hai sostato in un caffè, sei stata avvicinata da due signore molto friendly che facevano proselitismo per i testimoni di geova e poi hai preso un pullman per Derry.

Sei a Londonderry ora, ma la chiami così solo se “riconosci” l’Inghilterra, se invece sei un repubblicano la chiami Derry. È la città del Bloody Sunday, dei troubles, dell’IRA. Non hai mai approfondito i dettagli di questa vicenda storica, ma non serve sapere per riuscire a “sentire”. E si sente chiaramente quanto Derry sia una città che ha sofferto molto e le cicatrici non vengono certo nascoste. Tu sei un spugna e hai assorbito le emozioni provenienti anche dai muri. Ecco, sì, i muri qui hanno molto da dire.

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Anche la proprietaria del tuo B&B pare aver sofferto molto . Dopo circa quattro minuti dal tuo arrivo inizia un monologo dettagliato sul suo divorzio e le sue ripercussioni in termini economici e di salute. Accidenti, non hai scampo! È andata avanti per venti minuti buoni e si è interrotta solamente per presentarti l’altro ospite del B&B -Luca- un italiano dalla faccia simpatica.

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Mi ambiento in casa. Ad ogni angolo, su ogni mensola, ci sono libri che ti svelano segreti sulla calma, sul coraggio, sulla forza. Non te la senti di giudicarla. Fa tre lavori per potersi pagare il mutuo e mantenere la sua indipendenza visto che l’ex marito le ha prosciugato il conto prima di andarsene, rifiutandosi poi si versarle gli alimenti. Ecco su di lui un giudizio invece l’ho formulato apertamente.

Hai provato a fare un giro in città. Hai fame. Non hai trovato nulla che potesse sfamarti, ma hai trovato un bel cimitero, la cattedrale che ispirò l’autore di Amazing Grace e un gatto che tenta di infilarsi nel crepaccio di una tomba. Santo cielo! Che gatto insolente! Eri talmente scossa da quei muri che per tirarti su ti sei infilata in un pub in cui delle signore attempate, alticce e “agguerrite” facevano il karaoke.

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In effetti, come rimedio ha funzionato, se non fosse che l’ultimo pezzo della serata è stata una canzone tristissima. Tutti nel pub l’hanno cantata e l’hanno cantata con grande trasporto. Quando hai chiesto al signore seduto di fianco a te quale fosse il tema del testo, lui ti ha risposto che sarebbe stato un discorso troppo complesso. Ha esitato un attimo e poi ti ha detto semplicemente “e una canzone contro l’Inghilterra”. Scoprirai poi in seguito che si tratta della canzone simbolo della lotta di indipendenza dall’Inghilterra e che quello è il pub più repubblicano della città.

Tornare al B&B non è stato così scontato. Il taxista non trovava il civico e voleva lasciarmi in un punto a caso. Ci hai provato anche questa volta, Jessica, complimenti! Dopo venti minuti di suoi giri a vuoto, di miei discorsi motivazionali e occhi sbarrati, mi chiede di chiamare la proprietaria del B&B per farci dare le indicazioni. Mi pareva di sognare. Io ho proposto di chiedere ai passanti ma non siamo stati fortunati. A un certo punto propongo di voltare in una direzione che non avevamo ancora percorso. Era quella giusta. Per fortuna che qui i taxisti non usano il tassametro, altrimenti sarei stata rovinata. Entro in casa, mi guardo allo specchio e mi accorgo di essere uscita di casa vestita come una suora.

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Sono a letto ma non riesco a prendere sonno. Questa Derry-Londonderry è stata un vero pugno nello stomaco. Ho bisogno di vedere il mare.

A presto.

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