Epilogo greco!

Sei al tuo ultimo giorno di mare in Grecia. E ciò non significa solo che sei sopravvissuta a te e a 10 giorni di mare consecutivi, ma anche che sei alla tua ultima giornata di immersioni.

Sei al tuo ultimo giorno di spiaggia, in coppia, sotto il sole di agosto, per cui ha ragione mia nonna quando dice che non si sopravvive solo alla morte. Continua a leggere

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Crucs & Crocs (ovvero, ancora in Grecia)

E dire che mi ero detta e ridetta di farla finita.
Di non pensarci più.
Ma ogni volta che arrivo in spiaggia e infilo i piedi nella sabbia, ogni volta che inforco la riva con lo sguardo non posso fare a meno di ricordare.

E dire che da dove vengo io ce ne sono tanti così, con tutti gli amici che fin da piccoli si allenano in minuziose descrizioni dei particolari ridicoli.

E più loro mettono in mostra quel proverbiale senso pratico e più questi, i tuoi amici, hanno spunti succosi con cui riempire i sempre uguali pomeriggi estivi di chi, il mare, ce l’ha sempre davanti.

Ma qui, in Grecia, ho visto cose che da noi in Romagna non si azzardano nemmeno a fare.
Sarà la grande tolleranza per il naturismo che da noi si sognano lontanamente che, forse, estremizza il loro naturale modo di interpretare lo stile, ma qui, in Grecia, i crucchi danno davvero il meglio di sé. Continua a leggere

Del mito dell’isola deserta e d’altri demoni

Sedevo a riva, arsa dal sole greco del mattino ma rinfrescata da una lieve onda che, sistematica, terminava su di me i suoi rintocchi.
Una sirenetta alla deriva vista da te, un’ipotensiva spiaggiata probabilmente vista dagli altri.

Ciondolante tra un ragionamento incrostato e l’altro pensavo a come mai, fin da piccoli, l’esclamazione “andrei a vivere con te su di un’isola deserta” rappresenta l’idea suprema, un obiettivo irraggiungibile e il coronamento estatico di un amore.

Avendo intravisto una traccia su cui rimuginare, inizi a scandagliare nella tua memoria la presenza di prove a sostegno di quell’intuizione. Continua a leggere

Il boccaglio e il pigiama

Sembra una di quelle riprese subacque di Baywatch. Tutto sott’acqua è perfettamente illuminato. Il fondale è bianco e lontano si intravedono delle conformazioni rocciose.
Ma sono lontane quindi non senti la minacciosità delle correnti e puoi allentare la morsa del controllo. Non ci sono alghe lì sotto. Anzi lì sopra.

Perchè ora ti trovi a testa in giù. O meglio, stai facendo il morto e hai la maschera, ma la testa la tieni rivolta all’indietro, le braccia distese in verticale a formare un prolungamento del corpo e quello che c’è sotto lo vedi sopra di te e viceversa.

La luce proviene dal tuo pavimento d’acqua. Uno strato di vetro puntellato da qualche bollicina isolata. Il tuo cielo è costellato di pesci che volano a piccoli gruppi. La caccia è una pratica da branco e in mare, se non pesi almeno 5 kg, non puoi permetterti di fare troppo il lupo solitario. Continua a leggere

La tua paura di annoiarti dieci giorni al mare in agosto.

Ormai era arcinota la tua paura di annoiarti dieci giorni al mare in agosto.
Perchè, se sei nata a Riccione, ti sembra normale quella situazione anzi, senti su di te l’ombra minacciosa del lavoro. “La stagione estiva”, quella che dai 15 ha scandito ogni tua estate fino ai 25.

Ma torniamo alla tua vacanza.

Sei lì in Grecia, davanti alla caletta da cartolina. E invece, a sinistra del paesaggio, trovi ciò che non ti aspetti. Un furgone scoperto sul lato affacciato sulla spiaggia, dalla cui finestratura parte un gazebo improvvisato. Solo dopo aver interagito con la proprietaria, capisci che invece quella è una struttura stabile.
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