Io nel pensier mi fingo (Donegal 10°giorno)

Hai passato in rassegna a Jim un lunghissimo elenco di possibili “pesci cattivi” che potresti incontrare in quel mare freddo, dalle temperature da 16 a 15 ℃. Pare che questo mare sia abitato solo da “pesci buoni”. Pare che il segreto sia quello di non toccare nulla, come nelle case delle amiche di mamma quando eri piccola. Potevi gironzolare ma l’importante era non toccare nulla. Ok, lo so fare. Ma Jim non sa che io so. A quel punto gli sbatto in faccia la questione: che mi dici allora dello squalo elefante, Jim?
Lui sorride e inizia un discorso che non mi convince per nulla.

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Il fatto è che a me non interessa un bel niente se questo bestione lungo tra gli 8 e 12 metri si nutra esclusivamente di plancton. La questione è che se ne va in giro con la bocca aperta tutto il tempo. Ve lo immaginate? Una bocca aperta grande giusto quanto me per il lungo!!! Ecco. Prova a rispondere a queste domande, caro il mio Jim: hai mai considerato che uno di questi squali possa essere distratto dal panorama e ingoiarti per errore? Ah certo, gli andresti di traverso e ti sputerebbe dopo qualche colpo di tosse, ma ti sputerebbe morta di crepacuore! Hai mai pensato a qualche difetto di vista che potrebbe rendere la sua visione non efficiente e quindi l’esito di cui sopra? Ridi, ridi, caro Jim. Qui mi pare tu stia facendo un’errata valutazione del rischio. Infine, per una persona terrorizzata da Lo squalo (ne ho scritto pure qui), che differenza pensi faccia trovarsi davanti a uno squalo buono o cattivo? Pensi che io in quel momento sia in grado di processare quell’informazione? Credi davvero che la ragione prevalga sulle emozioni in quel contesto da film dell’horror?

Lui se la ride, come se tu stessi scherzando. Ma ha una faccia rassicurante per cui lo seguirai fino in fondo.
Ti spiega che l’unico rischio lì sotto sia legato al prendere fiato e buttarlo fuori. È un’operazione mentale a cui dovrai fare fronte durante una tempesta emotiva in corso.
Inspirare ed espirare. Attorno potrà comparire qualsiasi cosa. Dal silenzio freddo. Quello che emettono le persone che se ne vanno o che non rispondono. Lasciandoti lì sola ad aspettare. Potrebbero arrivare dei mostri ancora più spaventosi del loro silenzio. Ma c’è una piccola percentuale di probabilità, cara la mia insellaunanuvola, che tu in quello spazio profondo e senza limiti, in cui l’unico suono udibile è quello del tuo respiro, possa sentirti a tuo agio. E possa trovare lì sotto lo spazio necessario per liberare tutto ciò che non ti serve più.

Nel frattempo, non farti spaventare dal buio nel tragitto che dovrai fare prima di arrivare a fondo.

A presto. Spero.

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