In realtà la Scozia è il mio inizio (e tu lo sai) – 2° parte

Come ci si riprende da una gloriosa attraversata in bici dell’Isola di Skye lunga 48 Km? E con quale coraggio si procede verso la seconda metà del viaggio, se il rischio di non riuscire ad eguagliare le emozioni della prima parte ti soffia ansiosa sul collo?

Francamente non me lo ricordo. Ricordo solamente che il giorno dopo mi sentivo una specie di eroina epica e l’idea di andare a celebrare la mia impresa al Dunvegan Castle, casa della stirpe McLoed, sì quelli immortali, mi pareva il giusto coronamento. Continua a leggere

(In realtà) la Scozia è il mio inizio (e tu lo sai) – 1°parte

Sei coraggiosa sì, ma forse nemmeno tu hai ben presente cosa possano significare 21 giorni da sola in giro per la Scozia.
Sei una testarda, te lo dice sempre tuo babbo, ma forse questa volta nemmeno lui ha capito quanto tu stia facendo sul serio.
Silenzio. Stai per partire. Continua a leggere

Avrei voluto però salutare Elizabeth. Immagini dall’Highgate Cemetery

C’è un altro motivo che ti ha spinto all’Highgate Cemetery, oltre ovviamente alla ossessione delle donne della tua famiglia per la visita ai cimiteri, già raccontata in un post precedente.

C’era una persona, una donna, che avresti tanto voluto salutare. Lei è Elizabeth Siddal e ogni notte, sotto le sembianze di Ophelia, ti dorme accanto in un quadro. Elizabeth non è stata solo moglie di Dante Gabriele Rossetti e modella preferita dei Pre-Raffaelliti; è stata anche poetessa malinconica e pittrice.

E per questo suo impegno volevi ringraziarla.

Anche per quello mi trovavo lì.

A causa della posa per questo quadro avvenuta in una vasca da bagno, Elizabeth si ammalò gravemente ai bronchi.

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Cosa non mi faccio mai mancare in viaggio?

casa-barbieLe famiglie si contraddistinguono per mille peculiarità. “Nessuna è uguale all’altra”, “tutte sono uguali se vai nel dettaglio dei problemi”, “nessuna è perfetta”, “proprio quelle che sembrano perfette sono in realtà le peggiori”, e se chiedi alla signora appena incontrata sulla panchina della fermata del bus avrai un’altra risposta simile, ma io da piccola non lo sapevo. Io ho fatto l’asilo dalle suore, la colonia estiva dalle suore e, visto che mia mamma appartiene alla scuola di pensiero del squadra che vince non si cambia, nel caso in cui mi fosse sfuggito qualche concetto, pure le elementari le ho dovute fare dalle suore. Non so se è stata l’educazione cattolica, ma io le famiglie dei miei amici le dividevo in due categorie: chi aveva delle tradizioni di famiglia e chi invece non le aveva. Io, ovviamente, facevo parte della seconda. Esisteva la sotto-categoria di chi aveva la casa (di città o di campagna) di Barbie e chi no, ma valeva solo per le femmine, quindi non conta. Continua a leggere