Del mito dell’isola deserta e d’altri demoni

Sedevo a riva, arsa dal sole greco del mattino ma rinfrescata da una lieve onda che, sistematica, terminava su di me i suoi rintocchi.
Una sirenetta alla deriva vista da te, un’ipotensiva spiaggiata probabilmente vista dagli altri.

Ciondolante tra un ragionamento incrostato e l’altro pensavo a come mai, fin da piccoli, l’esclamazione “andrei a vivere con te su di un’isola deserta” rappresenta l’idea suprema, un obiettivo irraggiungibile e il coronamento estatico di un amore.

Avendo intravisto una traccia su cui rimuginare, inizi a scandagliare nella tua memoria la presenza di prove a sostegno di quell’intuizione. Continua a leggere

Il boccaglio e il pigiama

Sembra una di quelle riprese subacque di Baywatch. Tutto sott’acqua è perfettamente illuminato. Il fondale è bianco e lontano si intravedono delle conformazioni rocciose.
Ma sono lontane quindi non senti la minacciosità delle correnti e puoi allentare la morsa del controllo. Non ci sono alghe lì sotto. Anzi lì sopra.

Perchè ora ti trovi a testa in giù. O meglio, stai facendo il morto e hai la maschera, ma la testa la tieni rivolta all’indietro, le braccia distese in verticale a formare un prolungamento del corpo e quello che c’è sotto lo vedi sopra di te e viceversa.

La luce proviene dal tuo pavimento d’acqua. Uno strato di vetro puntellato da qualche bollicina isolata. Il tuo cielo è costellato di pesci che volano a piccoli gruppi. La caccia è una pratica da branco e in mare, se non pesi almeno 5 kg, non puoi permetterti di fare troppo il lupo solitario. Continua a leggere

La tua paura di annoiarti dieci giorni al mare in agosto.

Ormai era arcinota la tua paura di annoiarti dieci giorni al mare in agosto.
Perchè, se sei nata a Riccione, ti sembra normale quella situazione anzi, senti su di te l’ombra minacciosa del lavoro. “La stagione estiva”, quella che dai 15 ha scandito ogni tua estate fino ai 25.

Ma torniamo alla tua vacanza.

Sei lì in Grecia, davanti alla caletta da cartolina. E invece, a sinistra del paesaggio, trovi ciò che non ti aspetti. Un furgone scoperto sul lato affacciato sulla spiaggia, dalla cui finestratura parte un gazebo improvvisato. Solo dopo aver interagito con la proprietaria, capisci che invece quella è una struttura stabile.
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Cosa non mi faccio mai mancare in viaggio?

casa-barbieLe famiglie si contraddistinguono per mille peculiarità. “Nessuna è uguale all’altra”, “tutte sono uguali se vai nel dettaglio dei problemi”, “nessuna è perfetta”, “proprio quelle che sembrano perfette sono in realtà le peggiori”, e se chiedi alla signora appena incontrata sulla panchina della fermata del bus avrai un’altra risposta simile, ma io da piccola non lo sapevo. Io ho fatto l’asilo dalle suore, la colonia estiva dalle suore e, visto che mia mamma appartiene alla scuola di pensiero del squadra che vince non si cambia, nel caso in cui mi fosse sfuggito qualche concetto, pure le elementari le ho dovute fare dalle suore! Non so se è stata l’educazione cattolica, ma io le famiglie dei miei amici le dividevo in due categorie: chi aveva delle tradizioni di famiglia e chi invece non le aveva. Io, ovviamente, facevo parte della seconda. Esisteva la sotto-categoria di chi aveva la casa (di città o di campagna) di Barbie e chi no, ma valeva solo per le femmine, quindi non conta. Continua a leggere