Xi’An – L’esercito di terracotta (11° giorno)

Ni hao a tutti!
Quali sono le parole più adatte a descrive un esercito di terracotta? Non possedendole e uso quelle di Sun Tzu per descrivervi la strategia militare.
(Da L’Arte della Guerra di Sun Tzu)
“Gestire molti è come gestire pochi: basta curare l’organizzazione.

Controllare molti è come controllare pochi. È solo una questione di addestramento e di segnalazioni.
Si attacca con la forza frontale, ma si vince con quelle laterali. (…)

Tumulto e fragore; la battaglia sembra caotica, ma non c’è disordine; le truppe che manovrano ordinatamente, non possono essere vinte.
Ciò che sembra confusione, in realtà è ordine; ciò che sembra viltà è coraggio; la debolezza è forza. Ordine e disordine dipendono dall’organizzazione; coraggio e viltà dalle circostanza; forza e debolezza dallo schieramento.

Il generale esperto induce il nemico a muoversi, e ad assumere un certo schieramento. Lo adesca con qualcosa che il nemico è sicuro di prendere e, attirandolo, con l’illusione di un piccolo vantaggio, lo aspetta in forze.
È per questo che il generale esperto prepara la vittoria studiando la situazione. Non si affida ai subordinati. Egli sceglie i suoi uomini e definisce i loro compiti.

Chi sa valutare la situazione, adopera i propri uomini in battaglia come se fossero tronchi o pietre, da far rotolare. Per loro natura, tronchi e pietre, sono statici sul terreno piano, ma si muovono su un terreno inclinato. Se hanno forma squadrata rimangono immobili, se rotonda, rotolano.
Così, il potenziale delle truppe abilmente comandate in battaglia può essere paragonato a questi massi rotondi, che rotolano giù dalla sommità delle montagne. Questa è la forza.”

“Per indurre il nemico a muovere, gli si deve prospettare un vantaggio. Per scoraggialo, fargli temere un danno.
Quando il nemico è riposato, devi essere in grado di stancarlo; quando è ben nutrito, di farlo morire di fame; quando è rilassato, di indurlo a muoversi.
L’attacco migliore è quello che non fa capire dove difendersi. La difesa migliore è quella che non fa capire dove attaccare.

Ricorda, un esercito può essere paragonato a un fiume, perché proprio come il fiume evita le alture e si precipita nella vallata, altrettanto devono fare le truppe: scansare il pieno e colpire il vuoto.”

“Non procurarsi informazioni sul nemico, e combattere per anni, per evitare di compensare agenti segreti abili è dunque un’azione che va contro il popolo, è indegna di un generale, di un retto consigliere del sovrano, di una persona che possa raggiungere la vittoria.

Infatti, ciò che permette ad un principe illuminato e a un abile generale di sottomettere il nemico e conseguire risultati straordinari, è la capacità di previsione.

Ma la “capacità di previsione” non è un dono degli Dei, né si ottiene interrogando spiriti e fantasmi, né con ragionamenti o calcoli. Si ottiene impiegando uomini che ci informano sulla situazione del nemico.

Per questo ci sono cinque tipi di agenti segreti: l’agente locale, l’agente infiltrato, l’agente doppio, l’agente sacrificato e l’agente sopravvissuto.

Gli agenti locali sono reclutati nel territorio del nemico.
Gli agenti infiltrati sono reclutati tra i funzionari del nemico.
Gli agenti doppi sono spie nemiche reclutate da noi.
Gli agenti sacrificati sono nostre spie che diffondono false informazioni tra le spie nemiche.
– “diffondono false informazioni” = si tratta di spie a cui vengono date, consapevolmente, false informazioni, e poi inviate in missione e fatte cadere in mano al nemico. Quando queste spie, alla fine, riveleranno ciò che sanno, daranno al nemico, senza saperlo, delle false informazioni che saranno certamente prese per vere.

Gli agenti sopravvissuti sono quelli che riescono a tornare indietro recando informazioni.
– “tornare indietro recando informazioni” = si tratta di persone intime al nemico, nei stadi più alti dello Stato Maggiore. Appena vengono a sapere qualcosa di vitale, vanno subito a riferire le loro scoperte, a prezzo della vita, se scoperti dai loro stessi compagni.”

“Fra tutti coloro che nell’esercito hanno incarichi vicino al comandante, nessuno gli è più intimo dell’agente segreto. Fra tutte le ricompense, le più generose sono quelle destinate all’agente segreto. Non c’è nulla di più riservato di quanto concerne le operazioni segrete.

Devi individuare gli agenti nemici venuti a spiarci, e tentare di comprarli perché passino al tuo servizio. Affida loro le istruzioni opportune e seguine con cura il comportamento. È così che si reclutano e poi si utilizzano gli agenti doppi.

È soltanto per mezzo degli agenti doppi, delle loro informazioni e col loro suggerimento, che gli agenti locali e gli agenti infiltrati vengono reclutati e impiegati.

È sempre tramite l’agente doppio che l’agente sacrificato, fornito di false informazioni, viene inviato al nemico per fargliele conoscere.
È ancora per mezzo dell’agente doppio che si possono utilizzare, al momento opportuno, gli agenti sopravvissuti.

Il comandante deve avere la conoscenza completa delle attività di questi cinque tipi di agenti, conoscenza che gli viene fornita dagli agenti doppi. Per questa ragione deve trattarli con massima generosità.

Perciò, soltanto un sovrano illuminato e un abile generale, capaci di utilizzare per le operazioni segrete gli uomini più intelligenti, possono essere certi del successo. In guerra le operazioni segrete sono essenziali: prima di fare qualsiasi mossa ci si deve basare su di esse.”

Mi ha molto colpito questo testo e soprattutto sapere che sia stato un riferimento per Napoleone Bonaparte durante l’invasione d’Europa e per gli USA durante la Seconda Guerra Mondiale.

Un abbraccio,
In sella a una nuvola



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