Si parte!!! Bologna – Beijing (1°e 2° giorno)

Mi sono scritta tanti appunti in questi primi due giorni e pensavo di usarli per le mie lettere dalla Cina, ma davvero rischierei di farlo diventare una sorta di diario di viaggio [cosa che poi è diventato davvero, ndr] e immagino che abbiate di meglio da fare il 31 luglio che stare a leggere le mie mail 🙂
Proviamo a descrivere il mio impatto con Beijing.

La città ha un fascino particolare, di qualcosa esistito tanti secoli fa e che ora esiste solo per caso.

Sono giunta in Piazza Tian’anmen in metropolitana. Uscirvi è stato come essere un titolo di coda proiettato all’indietro su uno schermo cinematografico. Salivo le scale ma continuavo a vedere solo il cielo grigio.

Arrivata in Piazza mi sembrava di essere in una cartolina di un mercatino dell’usato. Ero davvero davanti la Porta della Pace Celeste, quella con il dipinto di Mao, cioè l’ingresso della Città Proibita. WOW!

Fu proprio in quell’occasione che ho capito di avere un successo incredibile in Cina!
Una bimba con mamma e nonna al seguito mi ha fermata, chiedendo di fare una foto con me. Quando le ho chiesto il motivo, quasi stupita della mia domanda, la bimba mi ha risposto che ero bellissima e solo quella la ragione della sua richiesta. Poiché mi puzzava di fregatura, molto educatamente ho sorriso e ho risposto che non era vero che fossi così bella e mi sono spostata ai margini della piazza, sul lato dell’ingresso della Città Proibita. Poco dopo mi sono seduta a contemplare i cinesi in pellegrinaggio davanti a quell’icona potentissima (non avete idea di quanto possano essere numerosi i cinesi in viaggio nella capitale in questo periodo dell’anno).
Mentre ero lì seduta su un gradino ad appuntare qualche impressione, la mia mente va all’informazione letta non ricordo dove circa il giornalismo in Cina. Gli stranieri in viaggio per giornalismo devono dichiararlo alla richiesta del Visto. Io ovviamente sono in viaggio per turismo, ma la mia scrittura su un blocco (in realtà il retro delle fotocopie della guida) potrebbe dare adito a credermi come tale. Non faccio in tempo a finire di pensarlo che mi si avvicinano due ragazze cinesi che, per comodità, chiameremo Lisa e Tina (assonanti con i loro veri nomi).

Le due ragazze mi chiedono (in inglese) di dove fossi e se stessi scrivendo un diario. Io dico di essere italiana e che sì, si trattava proprio di un diario. Una delle due si siede di fianco a me (ma non troppo) e dice di essere un editore (mmm…). Mi fa mille domande, dice di essere di Qingdao e mi chiede l’età. Quando le dico che ho 31 anni rimane sconvolta (sul serio) e lo dice alla sua amica. Lei di anni ne ha 24 e, a detta loro, sembravo una ragazza di massimo 18. Per questo motivo gli pareva un po’ strano che una ragazza di quell’età girasse da sola per Beijing alle 20.30.

Poi pure lei mi dice che sono bellissima, per via dei miei occhi. A quel punto inizio a pensare che la cosa sia davvero buffa, ma poi ricordo che i miei occhi sono per i manga giapponesi degli “occhi suadenti”, a causa della curva verso il basso. Me ne faccio quindi una ragione. Mi dice inoltre (e poi cambio discorso) che le mie sopracciglia folte e lunghe sono segno di longevità per i cinesi. Così mi ricordo Pai Mei (si veda Kill Bill) e tutta l’iconografia legata ai vecchi saggi cinesi con le sopracciglia lunghissime. Mi invitano a bere qualcosa, ma la mia diffidenza mi fa inventare una scusa.

Non saprò mai quindi se erano in cattiva fede… ma alcuni segnali puzzavano di fregatura! Almeno nella mia cultura…

Oggi invece sono stata sulla muraglia cinese: da una parte la Mongolia, dall’altra la Cina. Da mozzare il fiato. E’ stata da mozzare il fiato anche la tratta di scalini sotto 30°C.

Ho fatto il giro sulla Muraglia insieme a una coppia di Barcellona che ha preso il minibus insieme a me nell’ostello in cui ero alloggiata. Abbiamo socializzato durante la prima sosta, quando l’autista è sceso in un sobborgo di Beijing ed è tornato solo dopo 45 minuti. Pare fosse andato a fare colazione, ma non lo sapremo mai. Sono esperienze talmente assurde che ti riescono a far socializzare anche con il tuo peggior nemico, ma loro due erano in realtà tipi in gamba e di compagnia. Anche loro stupiti dalla mia età, ma soprattutto dal fatto che girassi la Cina da sola. Io invece ero sconvolta dal fatto che avessero volato in Cina con una compagnia aerea con altissimo tasso di schianti mortali. Ma ho preferito tacere, visto che avevano prenotato anche il ritorno con la medesima sciagurata azienda.

Durante l’arrampicata sulla muraglia (questo di fatto significa percorrerla) ho incontrato una simpatica vecchietta con stampella la quale, con l’agilità di un furetto, mi ha pure superata. Inutile dire che mi ha ricordato quel vecchio cyborg che è mia nonna e la scena mi ha fatto sorridere tra me e me per almeno 5 minuti, il tempo che ho impiegato per raggiungerla e seminarla!

 Ho dovuto modificare la rotta: niente Datong, treni pieni zeppi! Prolungo il soggiorno a Beijing e poi vado a Taishan (il 4), a QuFu (il 6) e a Xi’An (l’8). Peccato che per Xi’An le cuccette fossero finite, così come i sedili morbidi… mi farò quindi la notte sui sedili duri. Comprerò un cuscino e pregherò che nessuno fumi (qui fumano ovunque!!!).

Come inizio epistolare credo possa bastare!

Domani Citta’ Proibita. Devo svegliarmi presto perché migliaia di cinesi in vacanza avranno avuto la mia stessa idea 🙂

Un abbraccio a tutti

In sella a una nuvola

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