Hong Kong: il maestro del maestro del mio maestro (21°giorno)

Ni Hao a tutti!
A che ora ci si presenta da un gran maestro di kung fu? Non ne avevo idea, quindi ho fatto il calcolo delle distanze con la metro e alle 14 mi sono presentata alla scuola con in mano il mio presente per Cheung SiKung e sua moglie (SiTai).
Toglietevi dalla mente qualsiasi film in cui avete visto l’allievo arrivare dal maestro dopo aver percorso una lunga scalinata in mezzo alla vegetazione e alla cui cima c’è un tempio. Per il mio incontro con Cheung Sikung dovete piuttosto fare ricorso ad immagini di una China Town all’interno di una metropoli.
Uma Thurman KILL BILL VOLUME 2 di Quentin Tarantino.

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 Avevo l’indirizzo, ma non essendoci numero civico sull’ingresso della sua scuola ho dovuto ricorrere alla scritta sui miei pantaloni ufficiali. Ho fatto due rampe di scale strette e sono giunta in una stanza non troppo grande, con tantissimi oggetti all’interno.
C’era una ragazza insieme ad un ragazzo all’interno. Mi sono presentata, in inglese e mi sembrava mi stessero proprio aspettando. Oggi ci sarebbe dovuta essere una festa tradizionale, ma poi è stata annullata (per fortuna, poiché mi sarei dovuta esibire davanti a tutti, non sapete che ansia…).

Scordatevi anche l’immagine di una scuola di kung fu occidentale. Cheung Sikung in quella stanza fa lezione a un suo allievo, ma principalmente riceve i propri pazienti, essendo infatti anche ortopedico.

Scordatevi pure l’immagine di una lezione occidentale, Cheung Sikung ti fa fare l’esercizio, poi va a fare le sue pratiche sui pazienti e quando pensi che non ti stia nemmeno guardando, spunta fuori e ti corregge o in qualche modo commenta il tuo movimento.

Scordatevi pure l’immagine di un medico occidentale, Cheung Sikung utilizza la medicina cinese e quindi utilizza strumenti e tecniche completamente diverse.

Sono stata un’oretta ad aspettarlo parlando con il ragazzo, suo allievo, in un inglese cinesizzato (da me probabilmente). Nel frattempo sono arrivati alcuni pazienti, anziani, e io penso a quanto mia nonna avrebbe bisogno di un ortopedico attento come lui.

E’ arrivato, mi ha salutata con due bacini (come in Italia) e sono già imbarazzatissima dopo un minuto. Per fortuna l’ora di attesa è servita a tranquillizzarmi e a pensare che tanto sarei sembrata comunque una capra, per cui tanto valeva farsene una ragione ed attendere non rimanendo nel panico. Alla fine avevo scelto di mia volontà di andare, nessuno mi aveva costretta!

Ho visto il ragazzo allenarsi ed utilizzare alcuni strumenti e qualche tecnica che in Italia non ho mai visto. Sono attrezzi inventati e costruiti direttamente dal Cheung Sikung, mettendo a frutto le sue conoscenze ortopediche. Ho trovato quest’osservazione molto interessante….

Il primo blocco di pazienti se ne va. L’ansia sale. Lui esce e mi propone di andare a bere qualcosa e mangiare con la ragazza, sua figlia, e il ragazzo.
Vado e subito penso a quanto mi pentirò di quel gesto: avrei avuto il toast e il caffè su e giù per lo stomaco per tutto il tempo a causa degli sforzi muscolari… ma come si fa a dire di no a Cheung Sikung?

Mi sono allenata dalle 16.15 fino alle 19.30. Ho sudato come non mai e ho avuto la possibilità di ricevere gli aggiustamenti dei “fondamentali” dalla figlia, che ritengo molto molto brava, dall’allievo e da Cheung Sikung stesso, che ogni tanto spuntava fuori e mi diceva dove sbagliavo. Li senti parlare in una lingua che non conosci, potrebbero dirsi qualsiasi cosa, ma tu non lo saprai mai. A quel punto ti senti giudicato da una persona che ritieni una sorta di divinità nella sua materia. Come reagisci? Come reagisci di solito in queste situazioni?

Ecco, oggi credo di aver fatto uno scatto di crescita personale. Me ne sono altamente fregata di cosa potessero pensare di me e, ovviamente mantenendo infinito rispetto verso di loro, ho continuato a sudare, a fare e rifare i miei fondamentali fino a che non avessi corretto almeno un pezzettino. Non ho messo in atto alcun meccanismo emotivo. Non ho messo in dubbio la mia stima di me.

<3

Finito l’allenamento, alle 21 è arrivato un ragazzo e poi un signore con una valigia. Andiamo tutti insieme a cena. Scopro che il signore è un regista indonesiano di film d’azione. E’ lo stesso regista che ha girato il telefilm in cui ha recitato il Sifu del mio Sifu. Davvero una persona alla mano. Ha mostrato a Cheung Sikung i trailer dei suoi film in uscita. Abbiamo chiacchierato un po’ e gli ho parlato della mia posizione in tema di film sul kung fu (ovviamente molto delicatamente). Avevo anche letto qualcosa sulla situazione dell’industria cinematografica di Hong Kong e Taiwan, quindi i miei discorsi gli saranno parsi pure un minimo sensati. Mi ha detto di scrivergli una volta che sarà tornato in Indonesia, poiché sarebbe felice di ospitarmi. Che gentile!

Domani vi dico come è funzionata la cena! Che bello scoprire usanze differenti. Scappo in ostello che a mezzanotte c’è il coprifuoco (non scherzo)!
Stupita di me stessa ritengo che il primo passo sia stato fatto!
Domani pomeriggio tornerò in MoGun.
Mi rendo conto che sia una mail un po’ noiosa forse (erano le mail che inviavo giornalmente dalla Cina, ndr), ma immagino che per i miei fratelli di pratica e per Sifu possa essere interessante…

ancora
In sella a una nuvola
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