Sono sbarcata sulla Luna (Islanda 1°giorno)

Mercoledì mattina ho comprato un volo per l’Islanda e oggi (sabato) mi ritrovo a scrivere un diario dalla Luna.
Ma non è stata una fuga dal pianeta terra. Erano notti che camminavo senza più riferimenti e mi ero quasi arresa all’idea di passare i miei unici giorni disponibili su di un’isola che però a malapena riuscivo a pronunciare (Ibiza), tanto era lontana da me e dal mio stile. Erano notti che camminavo senza più riferimenti, quando finalmente ho intravisto una luce. Ma quella non era una semplice luce nella notte, quella era proprio la Luna!

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Sono partita all’improvviso, cercando di portare a termine tutte le cose in sospeso prima delle 4.30 di mattina, orario della mia partenza per l’aeroporto.
Come era prevedibile non ho dormito un minuto e per questo mi sono maledetta per tutta la mattina. Ma avevo pronto un rimedio naturale e il rimedio si chiamava Blu Lagoon ed era a quindici minuti da me. Ma andiamo con ordine.

Ho ritirato l’auto a noleggio in aeroporto. I quattro ragazzi al desk sembravano usciti da una pubblicità di Calvin Klein. Tutti belli, ma attenzione, non semplicemente carini. Proprio belli belli in modo assurdo. Quello che ha seguito la mia pratica era l’unico con i tratti non tipicamente islandesi. Aveva probabilmente un genitore islandese e l’altro dell’altro emisfero. Era mulatto con gli occhi verdissimi e a mandorla come un islandese. Ma a dir la verità, non è questo il dettaglio più emozionante del nostro incontro. Il ragazzo del noleggio auto mi ha infatti detto che ancora, di notte, ci sono le aurore boreali. E che domani era prevista con alta probabilità. Davvero?? La guida scriveva il contrario! Oh my god!
Il ragazzo bellissimo prende un foglietto per scrivermi l’indirizzo web delle previsioni delle aurore boreali (perché sono fenomeni scientifici e non magici come la mia mente continua a pensare) e sotto mi scrive “aurora”.
Io lo guardo e gli dico che so come si scrive, visto che Aurora è proprio il mio nome.
Lui arrossisce e gli esce un sorriso che lo rende ancora più bello dei suoi colleghi e in quel momento mi rendo conto che in Islanda “Aurora” non è un nome utilizzato per le persone.
Ritiro la mia auto al parcheggio con la consapevolezza di avere un nome che lì suona come “Tempesta” e affondo finalmente il mio primo piede sulla Luna.

Come dicevo, avevo pronto un rimedio -la Blue Lagoon – a quindici minuti dall’aeroporto. Non si tratta di comuni “terme”, no. Si tratta di sole, aria aperta, attorno pietra lavica e immersa in acqua color ghiaccio per via dell’alta concentrazione di silicio ma ad una temperatura di 40℃. Proprio il contrasto tra l’alta temperatura dell’acqua ricca di silicio e i 6℃ esterni, generavano una nebbia intensa e mossa dal vento. Ho camminato e nuotato per un’ora nella nebbia. Ho cercato il mio angolo senza persone. Ogni tanto mi appoggiavo alle rocce e mi mettevo il silicio sul viso. Ora ho la pelle liscia e i muscoli morbidi. Ora sono pronta per tutto ciò che mi aspetta qui.

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Sono ripartita e ho seguito le indicazioni per Reykjavik. Avevo prenotato una notte al Kex Hostel. Quello dove fanno i concerti e gli eventi musicali fighi. Quello in cui Soley ha registrato un live che mi emoziona ogni volta che lo vedo su youtube. Quello in cui ho fatto colazione ascoltando Elliott Smith, Cat Power e Nick Drake. Quello che è affacciato su un fiordo. Quello che è arredato tipo casa mia, ma con mobili più costosi. Quello da cui vi sto scrivendo, protetta dallo sguardo benevolo di S. Antonio da Padova.

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Ma perché proprio l’Islanda è la tua Luna?
L’Islanda è l’isola più giovane del pianeta ed è drammaticamente (nell’accezione positiva del termine) selvaggia.
L’Islanda come una bimba è in continuo divenire: ha 200 vulcani e per la maggior parte attivi e la lava produce continui cambiamenti sulla superficie e quindi nel suo aspetto. L’Islanda è un crocevia di placche tettoniche e per questo è in continuo movimento.
In Islanda puoi girare lo sguardo e vedere contemporaneamente un ghiacciaio, un vulcano, un geyser e una balena.
Ma una cosa su tutte ti ha affascinata: l’Islanda ha 3 abitanti per Kmq. E questo, alle mie orecchie, suona come una sinfonia.

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