Yangshuo IV (15°giorno)

Ni Hao a tutti!
Primo giorno di completo sole a Yangshuo e io ho approfittato per fare 5 ore di trekking lungo il fiume Li.
Rispetto al fiume Yulong, il fiume Li offre un panorama molto più bello, ma le sue acque sono anche molto più trafficate e inoltre, mentre sullo Yulong si procede a spinta, sul fiume Li la zattera di bamboo è a motore.

Sono partita con l’autobus di linea verso nord, fino a Yangdi. L’autobus mi ha lasciata sulle sponde del fiume e ho dovuto attraversarlo con una zattera di bamboo. Mentre andavo verso le zattera mi ha affiancata un’arzilla vecchietta che voleva condurmi verso una zattera di sua convenzione (così ho immaginato io).
Gentilmente, ho cercato di farle capire che avrei fatto da sola. A quanto pare la cocciutaggine è nonna, che me l’ha tanto ricordata, e così mi ha fatto salire su una barca. Mentre io fissavo il prezzo (quello suggerito dalla Lonely Planet), lei insisteva per un altro, io abbassavo e lei alzava. Mentre sbuffavo per la situazione, sento il marinaio della barca sbraitare in cinese (ovviamente), ci fa scendere e ci fa salire su un’altra zattera. Questa volta più piccola. Lì per lì non ho capito cosa non gli andasse bene, se il prezzo o il fatto che io volessi solo attraversare il fiume da una sponda all’altra. Riesco comunque ad avere il mio prezzo.

Attraccati dall’altra parte la vecchietta scende con me e inizia a fare strada. Io allora un po’ mi scoccio e le dico fermamente che non mi serve il suo aiuto.
A questo punto inizia una situazione surreale: io davanti a passi lunghi che cammino per il sentiero e lei dietro (non so con quale fiato visto che io di fianco a lei sembravo un gigante), il tutto passando per un gigantesco orto in mezzo alle colline e parallele al fiume. C’erano limoni tondi e verdissimi.
Tondi e verdissimi
Lei non molla il passo ed è stata pure fortunata: in mezzo a questo orto immenso e alberato era posizionata una mucca legata alla corda. Io non ho resistito e mi sono fermata per fotografare il soggetto.
Lei prende fiato. Io faccio finta di non vederla. Si riparte.
Mentre cammino mi chiedo se fosse proprio lei il mio incontro fortuito quotidiano… ma mi sembra un po’ troppo pedante per esserlo, quindi con Carmen Consoli nelle orecchie procedo spedita.
Lei correva.

Lei correva.

Arriviamo ad un altro punto di traversata. Lei dà voce al bamboorolo e mi da un prezzo. Io voglio abbassarlo ma lei questa volta non cede. Vado in cerca di un altro conducente, ma lui non mi da corda e dice di non volersi spostare per portarmi fino a dove voglio andare io. Troppo vicino.
Allora maledico la cartina e torno dal primo signore. Ci accordiamo sul prezzo ma lui, questa volta, mi porta dall’altra parte, in un punto non corrispondente a quello della mia cartina, da cui non era possibile inserirsi in un sentiero. Allora faccio 4-5 foto e penso a cosa fare. Ero bloccata sulla sponda occidentale del fiume senza vie d’uscita. Maledetto bamboorolo.
DSC_0118
Si avvicina un’altra imbarcazione, a bordo con il conducente 3 cinesi. Gli spiego dove voglio andare. Contrattiamo il prezzo. Ci accordiamo e si parte. Ora lo scenario diventa mozzafiato… se non fosse stato per la mamma e la figlia grandicella che hanno fatto foto per tutto il tempo rovinandomi parzialmente la prospettiva di scatto, sarebbe stato un viaggio perfetto. Hanno voluto fare un po’ di foto insieme a me e io gliene ho scattate alcune per sfinimento :o)
Arrivo nella sponda del fiume che cercavo. Scendo e ringrazio.
DSC_0178

A questo punto di nuovo un vicolo cieco. Spunta dal nulla e mi supera un ragazzo, forse cinese, sembra sicuro di dove stesse andando e così lo seguo. Lui si accorge di me ma rimaniamo a 30 metri di distanza. Camminiamo lungo la sponda orientale del fiume per mezz’ora, distanti e senza rivolgerci la parola. Questo fino a quando il fiume ci ha stretti contro la collina e così lui davanti si è dovuto fermare.
Il sorpasso.

Il sorpasso.


A quel punto mi ha guardato e ha sorriso. Anche lui aveva una macchina fotografica e scattava foto. Io propongo di salire sul muretto (1 metro e mezzo) e di cercare un sentiero da lassù. Lui è d’accordo e salta sù e io faccio lo stesso. Ma io non riesco a sollevarmi e a tirarmi sù. Che figuraccia! Ci riprovo. Niente. Un panda!! Allora lui mi porge la mano che ovviamente accetto. Nulla di fatto. Provo a spingermi con i piedi sul muretto, scalandolo, tendomi alle sue mani. Fatto! Lui credo ora abbia un’ernia del disco… Poveraccio!
Vi presento Chen (nome di fantasia, visto che non mi ricordo come si chiama) il mio incontro casuale di oggi. E’ cinese di Ghuanzhou (cantonese quindi) ed è al suo primo viaggio da solo fuori casa.
Camminiamo verso un paesino da cui avremmo poi preso il bus per Yangshuo. Parla poco inglese ma ci intendiamo. Come Su, la ragazza incontrata sul treno della paura, si è molto stupito nel sapere che girassi da sola. Mi ha fatto molte domande su cosa pensassi della Cina. Abbiamo due percezioni molto diverse sulla sua sicurezza. Lui, come Su, pensa che la Cina non sia affatto sicura. Allora l’ho un po’ rassicurato e l’ho un incoraggiato a viaggiare fuori dal suo paese. Si faceva tanti problemi a causa della lingua, ma gli ho spiegato che con uno straccio di inglese può andare ovunque.
Mi ha fatto tenerezza. Io che rassicuro e incoraggio un ragazzo cinese sulla Cina.
Arrivati quasi al villaggio di XinPing vedo uno zainetto familiare. Fabian! Anche lui cercava il bus, anche lui aveva fatto il nostro percorso. Allora l’abbiamo aggiunto all’allegra brigata e siamo andati fino alla stazione degli autobus. Chen si era fatto abbindolare da un taxista che ci proponeva una corsa a 19 yuan, io li ho portati a prendere il bus alla modica cifra di 7 yuan (70 cent.).
Fabian.

Fabian.


Oggi ho seminato una vecchina, ho rassicurato un ragazzo cinese sul proprio paese e ho ritrovato un compagno fortuito di viaggio.
Cosa farò domani? Forse kayak!
Un abbraccio a tutti
In sella a una nuvola
(segue galleria immagini)

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